Il 79,71% dei Bagheresi sono vaccinati con la seconda dose. Circa il 20% non sono vaccinati

Bagheria (Pa) – Appello del sindaco Tripoli a vaccinarsi ma anche a restare sereni. I sindaci pronti a firmare ordinanze per la DAD in caso di necessità. Nuova diretta facebook del sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, dopo l’ultima che risale al 24 aprile 2021. 
Tripoli sottolinea il momento particolare che sta vivendo nuovamente la comunità, non solo Bagheria, a causa del notevole aumento dei casi covid per effetto della variante omicron.
«Viviamo un momento particolare, ma siamo una comunità unità, che si è confrontata senza sfilacciarsi e siamo andati avanti» – dice Tripoli che ringrazia tutti i medici per il lavoro che stanno svolgendo, sia quelli che lavorano all’ASP che quelli in servizio all’hub: «i ritardi registrati in questi giorni non equivalgono ad inefficienza ma a sottodimensionamento del personale. Fanno un lavoro straordinario sia gli impiegati della Città metropolitana ma soprattutto i volontari, gente che si mette servizio della comunità per puro spirito  di volontariato». 
I DATI: su 50.511 potenziali cittadini vaccinabili (non la popolazione totale),  il 79,70% sono vaccinati con la prima dosa quindi 40.257 vaccinanti; il 77,01 è vaccinato con la seconda dose, vale a dire 38.899 vaccinati e 10.254 persone non sono vaccinate, circa il 20,30% della popolazione. 
«Con l’obbligo vaccinale per gli over 50, auspico che tutti si vaccinino e anzi invito alla vaccinazione»  aggiunge il primo cittadino. 
Circa il numero dei positivi il sindaco tiene a chiarire perché non ha più aggiornato con la pubblicazione dei dati: « in in realtà in quest’ultimo periodo il tracciamento da parte degli uffici preposti non sempre è tempestivo – dice Tripoli –  non per negligenza ma perché c’è un virus che galoppa e con i dati dei tamponi rapidi è ancora più difficile. Ho dati che mi arrivano dall’Asp di Palermo che non sempre corrispondono con quelli fornitimi dal distretto. Dati che oscillano tra i 340 e i 400. positivi a domenica scorsa.  E’ difficile dunque stare al passo, non sempre il dato del momento è il dato reale ed io intendo dare dati precisi». 
Il primo cittadino di Bagheria risponde poi ai tanti genitori che hanno chiesto perché  non emanasse un’ordinanza per non ritornare a scuola ed istituire la DAD. 

«La scuola non è un veicolo di trasmissione del virus, lì dirigenti e insegnanti fanno un lavoro straordinario, ma visto che non si hanno dati chiari allora riaprire potrebbe essere un po’ azzardato» dice il sindaco sulla questione rientro in classe – «non sapete, o forse alcuni di voi lo sanno, quanti  danni sta provocando il covid ai nostri figli non essere andato a scuola. Io sono per le lezioni in presenza» dichiara il primo cittadino. 
Tripoli racconta quante riunioni e confronti ci sono stati e riepiloga la decisione già presa dall’assessorato dell’Istruzione e Formazione professionale della Regione Sicilia, che  modifica il calendario scolastico 2021/2022 prevedendo il  rientro a scuola in presenza dopo le vacanze natalizie, alla data del 13 gennaio 2022, per tutte le scuole di ogni ordine e grado. 

«Ci siamo riuniti on line oltre 200 sindaci, con l’Asp, con l’Anci »- racconta Tripoli –  «avevamo fatto una richiesta per riprendere la scuola in DAD dal 10 gennaio ma non è passata, noi sindaci valuteremo se sarà necessario emanare delle ordinanze, in cui ci assumeremo la responsabilità, sulla base dell’ex articolo 50 del TUEL per problemi igienico-sanitari, di tenere le scuole chiuse ed istituire le DAD se la situazione dovesse diventare fortemente critica. Ovviamente – conclude il sindaco – evitiamo il paradosso dei ragazzi per strada che si assembrano» e poi fa un appello: «vaccinatevi, secondo le proprie libertà, io mi vaccinerò il prossimo 28 gennaio (3 dose) spero vi possiate vaccinare tutti e continuate a rispettare le regole e le norme anti-covid. Voglio anche lasciarvi con un sentimento di fiducia: è vero che i dati sono molto aumentati, ma la variante è molto meno aggressiva e ci stiamo avvicinando ad una gestione diversa della pandemia».