Presentato a Palazzo Zanca il Piano Strategico della Città metropolitana di Messina

Messina – Si è tenuto nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, il forum strategico “Presentiamo il Piano Triennale”, organizzato dalla Città Metropolitana di Messina per illustrare il Piano Strategico Metropolitano recentemente adottato con decreto sindacale numero n. 14 del 26 gennaio 2022. All’evento hanno preso parte il Sindaco Cateno De Luca; i vertici della Città metropolitana; il Vicesindaco Carlotta Previti; l’Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici Salvatore Mondello; rappresentanti istituzionali dei comuni dell’area metropolitana e autorità civili cittadine. I lavori di presentazione del processo di pianificazione sono stati introdotti dal Dirigente V Direzione – Ambiente e Pianificazione della Città Metropolitana Salvo Puccio “ strumento che mira allo sviluppo del territorio attraverso il coinvolgimento di cittadini, istituzioni e imprese finalizzato a individuare le strategie – ha spiegato Puccio – che potenzieranno i punti di forza dell’intero comprensorio, minimizzando le criticità al fine di orientare i progetti di sviluppo che coinvolgeranno i Comuni del territorio messinese nei prossimi 3 anni”. A seguire, l’incontro è stato avviato con i saluti istituzionali del Sindaco De Luca e nel ringraziare i partecipanti ha sottolineato che “si tratta di uno strumento importante attraverso il quale sono stati delineati gli interventi prioritari per favorire il progresso economico, sociale e culturale del nostro territorio. Con i colleghi sindaci abbiamo avviato la programmazione del piano tre anni fa, dopo avere visitato molti comuni, e con sei incontri di vallata ci siamo confrontati con punti di riferimento anche tematici disegnati per avviare questa nostra strategia di vallata con l’obiettivo che essa doveva confluire negli assi strategici generali relativi non solo alla Città metropolitana ma anche ad una serie di enti istituzionali e funzionali che devono interloquire perché la programmazione strategica impone che ci sia ‘una corrispondenza di amorosi sensi’. Partendo dal campanile che contraddistingue il nostro ruolo di sindaci, ribadisco che il campanile è un elemento già strategico di per sé nel ruolo di sindaco, e se un sindaco non ha come punto di riferimento il proprio campanile significa che non svolge bene il suo lavoro. Il campanile, oggi si valorizza per quello che può rappresentare nell’ambito di una strategia di vallata e affinché un comune possa ottenere ha la necessità di essere sinergico con gli altri. Un esempio banale è quello della competizione che nasce in due Comuni limitrofi per avere 10 campi di calcio inagibili per questioni di risorse per la loro manutenzione o 10 palestre chiuse per lo stesso motivo, mancanza di soldi e quindi di gestione. Pertanto, oggi è indispensabile cambiare modello affinché in un territorio limitrofo si possa decidere di attrezzarlo con ad esempio un campo di calcio, una palestra, una scuola, una scuola degli antichi mestieri o una piazza in modo tale che ogni elemento che caratterizza il campanile diventi strategico per tutti. Nessuna strategia può prescindere da un elemento che caratterizza il nostro territorio, lo spopolamento delle zone interne, una sovrabbondanza o un peso urbanistico eccessivo nella costa, e se un piano strategico non ha la capacità di fotografare i punti di debolezza e quelli di forza non ha nessun valore. È necessario per ogni sindaco staccarsi dalla visione tradizionale del ‘voglio avere tutto io’ e porsi piuttosto la domanda di ‘cosa posso ottenere per la mia comunità’ favorendo anche le comunità vicine. È questo il concetto – ha proseguito De Luca – che deve essere l’asse portante del nostro percorso. Abbiamo sottoscritto con i sindaci 70 accordi di programma ribadendo sempre che per accedere alle risorse finanziarie bisogna avere i progetti, iniziando da un settore più difficile quello della mobilità tra comuni, perché la nostra strategia non può prescindere da una attuazione concreta di un piano di mobilità tra comuni che necessita anche di un cambiamento delle leggi, con consequenziale sostegno, per arrivare ad una sostenibilità interurbana e ad una riqualificazione dei servizi che consentano a questi territori di rivivere. Per evitare lo spopolamento di questi comuni occorre una strategia concreta che offra servizi di base e così con la sottoscrizione degli accordi di programma relativi alle strade intercomunali abbiamo iniziato proponendo ai sindaci di valutare cosa fosse strategico per il proprio comune sempre in relazione al comune limitrofo, altrimenti non si raggiunge la strategicità di una proposta. E così siamo arrivati al progetto che si sta definendo in questi giorni riguardante la prima assegnazione nell’ambito delle opportunità offerte dal PNRR. Non posso che ringraziare tutti coloro, i vertici della città metropolitana, che si sono occupati di redigere questo piano strategico e arrivare agli elementi finali per avere questo documento condiviso. Relativamente al Comune di Messina, ad esempio nell’ambito del piano regolatore portuale abbiamo sbloccato un iter che si trascinava da 40 anni, grazie agli obiettivi condivisi con il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Mega, nel rispetto dei ruoli e degli elementi che rendono sinergiche le istituzioni. Sono soddisfatto e lascio questo patrimonio, dal 15 febbraio ci sarà una vacatio di tre mesi sino alle nuove elezioni, tre mesi importanti ma oggi per me – ha concluso il Sindaco – era fondamentale chiudere questo percorso. Ovvero, avere questo strumento che dà la possibilità anche alla città di difendere i risultati ottenuti”.
“Sembra un paradosso – ha proseguito l’Assessore Mondello – ma oggi siamo in una stagione in cui abbiamo più soldi disponibili rispetto ai progetti da realizzare e ciò deve indurre ad una riflessione. Evidentemente l’Urbanistica, che in alcune aree italiane è alla terza, quarta generazione, ma noi siamo ancora fermi alla seconda, in quanto strategie e pianificazioni dei piani vengono disattesi poiché non rispecchiano la realtà dei fatti e le esigenze del territorio. Pertanto è necessario realizzare strumenti urbanistici flessibili che non ingessino il territorio ma che lo rendano fruibile nel rispetto delle visioni e delle percezioni di sviluppo. Il piano strategico è fondamentale in quanto rappresenta una matrice e una regia unica per supportare la visione generale della città. Questa è un’occasione unica, perché dettata la strategia, significa avere una guida strutturale che indica le questioni rilevanti e relazionarle con le situazioni di contesto. Tutto ciò è il massimo per un amministratore poiché tutto si semplifica e inquadrato in una strategia complessiva con regole condivise. In merito poi alla portualità, settore importante della città di Messina, mi unisco a quanto espresso dal Sindaco, in merito alle strategie comuni che abbiamo tracciato con il Presidente Mega per una attività sinergica sui progetti relativi al porto di Tremestieri, la via Don Blasco e la nuova via Marina, quale elemento determinante e imprescindibile più complessivo di un piano strategico”, ha concluso Mondello. Nel corso dei lavori, moderati da Ignazio Lutri di Mate Engineering, il documento strategico è stato illustrato attraverso vision, analisi degli obiettivi ed un confronto focalizzato sulle 8 Azioni di Sistema, contenitori di progettualità che nel loro insieme intendono ricongiungere le diversità per una comunità coesa verso un futuro sostenibile.

A conclusione del forum è intervenuta la Vicesindaca Previti che ha espresso compiacimento per gli interessanti temi trattati e nel considerare che “il nostro territorio si presenta molto fragile e con criticità legate al dissesto idrogeologico è chiaro – ha detto la Previti – che la risposta all’emergenza ambientale deve avere una matrice adeguata e fondamentale a tutto il Piano Strategico. Ricordo che Messina dal terribile terremoto del 1908 soffre di questa cesura importante che ancora non è stata cancellata e che ha governato tutte le dinamiche antropologiche, per cui questa linea guida dovrà essere adeguatamente trattata all’interno del Piano prevedendo necessari tavoli tematici al fine di coinvolgere tutti gli attori istituzionali sociali ed economici in sinergia con soggetti privati qualificati perché il tema della sostenibilità ambientale è alla base di ogni pianificazione di settore che deve guidarci per il raggiungimento di obiettivi, quegli obiettivi mi riferisco all’Agenda Urbana 2030 – ha puntualizzato il Vicesindaco – in quanto ormai è lo strumento che deve guidarci nell’ambito delle politiche urbane al fine di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili. Per questa ragione ritengo che sia indispensabile la presenza ai tavoli tematici dei rappresentati dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, al fine di evitare quei ritardi per la realizzazione di opere strutturali, spesso legate ad una emergenza ambientale, in quanto la lentezza burocratica nell’esprimere pareri e vincoli svilisce anche la qualità di un progetto pianificato. La normativa ambientale, pur se posta a presidio territoriale non può essere tradotta in un appesantimento burocratico. Pertanto auspico che si possa giungere al coinvolgimento di tavoli interistituzionali con la presenza degli attori regionali con una ragione in più, adesso la pianificazione ambientale deve essere effettuata in maniera più celere, anche perché i fondi a disposizione devono rispondere ad un cronoprogramma nei tempi ristretti previsti dal PNRR”. “Mi fa piacere che durante il forum sia stato trattato il valore ambientale e paesaggistico della città di Messina – ha concluso il Vicesindaco – siamo una delle poche città caratterizzate dal connubio mare-monti e la catena dei monti Peloritani valorizzata, grazie all’associazionismo di rete, non rappresenta più un’appendice a cui guardare con un senso di estraneità, ma un vero punto di forza del territorio”.