Incontri al Museo per parlare di fauna Condividere il paesaggio Orsi e umani ai tempi dell’Antropocene

Trento – Condividere il paesaggio. Orsi e umani ai tempi dell’Antropocene. Con Giulia Bombieri e Marco Salvatori (MUSE) e Andrea Corradini (FEM/UniTN). Mercoledì 11 maggio 2022, alle 20.45 al MUSE – Museo delle Scienze e in diretta Facebook. Ingresso gratuito, prenotazioni su Ticketlandia.

«Dallo studio degli effetti del lockdown 2020 sul movimento degli orsi trentini alle ricerche a scala globale sui casi di aggressività da parte dei plantigradi. Dalle sempre maggiori interazioni tra turismo ricreativo e ambiente naturale ai risultati del progetto di foto-trappolaggio sistematico (500 mila le foto raccolte in sette anni) condotto da MUSE e PAT dal 2015 a oggi. Il rapporto tra umani e orsi sarà al centro del prossimo appuntamento di “Incontri al Museo per parlare di fauna”.

Quali sono le strategie adottate dagli orsi per far fronte alla presenza dell’uomo? La popolazione trentina riuscirà a espandersi verso est per ricongiungersi a quella slovena/croata? Che cosa succede quando esseri umani e orsi si incontrano in natura? A queste ed altre domande mercoledì 11 maggio alle 20.45 risponderanno i ricercatori Giulia Bombieri e Marco Salvatori (MUSE) e Andrea Corradini (FEM/UniTN). L’appuntamento, che si terrà sia in presenza (qui il link per prenotarsi)

https://www.ticketlandia.com/m/muse-trento

che in diretta Facebook.

https://www.facebook.com/musetrento/

Sarà introdotto e moderato da Paolo Pedrini, coordinatore Ambito Biologia della Conservazione d.

La reintroduzione dell’orso bruno in Trentino dei primi anni duemila è stata fra i progetti di reintroduzione più di successo a livello internazionale. Fra le montagne del Trentino occidentale gli orsi reintrodotti hanno infatti trovato le condizioni idonee per riprodursi con successo e riformare una piccola popolazione, dopo l’estinzione locale avvenuta negli ultimi anni del secolo scorso. Il Trentino però è anche un’area intensamente frequentata dalle persone per il turismo ricreativo, dove gli orsi devono adeguarsi ad un ambiente in cui la presenza umana è forte.

“Durante la serata – anticipano i tre ricercatori – presenteremo i risultati delle nostre ricerche, realizzate con metodologie differenti: dalla telemetria GPS con l’utilizzo di radiocollari, al foto-trappolaggio sistematico, sino alla raccolta di casi di interazioni negative uomo-orso a livello globale. Con questi diversi approcci abbiamo studiato il comportamento e il movimento degli orsi, le loro preferenze ambientali, e quali sono le dinamiche di interazione con le persone. L’orso è una specie generalista e molto adattabile, ma necessita di grandi spazi. La sopravvivenza a lungo termine della piccola popolazione di orsi alpina dipende perciò molto da quanto spazio noi umani siamo disposti a concederle. I nostri risultati mostrano che gli orsi mettono in atto tutte le strategie possibili per evitare l’incontro diretto con l’uomo, che risulta così estremamente raro. I dati che abbiamo raccolto ci spingono a riflettere sulla frequentazione turistica della montagna e sui suoi possibili effetti sulla fauna selvatica”».

Giulia Bombieri -Laureata in Scienze Naturali presso l’Università di Torino, ha conseguito il Dottorato di ricerca presso l’Università di Oviedo (Spagna). Dal 2020 lavora nella Sezione di zoologia dei vertebrati del MUSE come ricercatrice Post-Doc e nell’ambito del progetto LIFE WolfAlps EU. Le sue ricerche si focalizzano sulle dinamiche di interazione fra esseri umani e grandi carnivori a livello globale. È membro del gruppo di ricerca sull’orso cantabrico (http://www.cantabrianbrownbear.org/) e collabora con gruppi di ricerca internazionali. È autrice di varie pubblicazioni scientifiche e divulgative, focalizzate principalmente su aspetti di ecologia e comportamento dell’orso bruno, e su temi di coesistenza e conflitti tra umani e diverse specie di grandi carnivori.

Marco Salvatori -Laureato in Biologia Evoluzionistica presso l’Università di Padova, svolge il suo dottorato di ricerca sull’ecologia dei mammiferi selvatici nella Sezione di zoologia dei vertebrati del MUSE ed il Dipartimento di biologia dell’Università di Firenze. Il suo lavoro riguarda l’analisi di dati raccolti tramite radiocollari GPS e foto-trappolaggio sistematico con l’obiettivo di studiare l’andamento delle popolazioni animali nel tempo, le loro preferenze ambientali, le interazioni fra specie e le risposte agli impatti antropogenici. È autore di alcune pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e di articoli divulgativi sulla conservazione della biodiversità.

Andrea Corradini -Laureato in Scienze Faunistiche presso l’Università di Firenze, dopo la laurea ha lavorato per tre anni come tecnico nel progetto WOLFLIFE in Romania, effettuando monitoraggi su lupo nei Carpazi. Ha poi conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Trento in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach ed il parco Nazionale dello Stelvio. Le sue ricerche vertono principalmente sul movimento dei grandi carnivori e sulla connettività ecologica, con aree di studio situate dalle Alpi al Parco Nazionale dello Yellowstone negli Stati Uniti. Ha pubblicato diverse ricerche scientifiche su riviste internazionali.

MUSE Museo delle Scienze , c.so del lavoro e della scienza 3, Trento

Info:

Web: www.muse.it

Giuseppe Longo