Le criticita’ sanitarie non solo per il reparto di Pediatra chiuso

Il consigliere comunale iurato: “prima confronto con l’Asp e poi seduta aperta del civico consesso”

Ragusa – “Ho letto in questi giorni nei social e nei quotidiani diversi interventi da parte di miei colleghi di maggioranza e minoranza, sulla problematica che riguarda l’assenza del reparto di Pediatria al Giovanni Paolo II. Giuste e condivisibili, senza se e senza ma, le preoccupazioni espresse dai colleghi, anche se in verità non è una novità che il reparto di Pediatria sia stato smantellato ormai da 19 mesi. E non certo in questi giorni”. E’ quanto afferma il capogruppo di Ragusa Prossima in Consiglio comunale, Gianni Iurato, che ricorda: “Tutti i gruppi consiliari, in piena seconda ondata di pandemia, parteciparono ad una storica riunione presso il Comune di Ragusa, con il dott. Aliquò, il quale, per la prima volta dall’inizio della pandemia, ci illustrò il lavoro antiCovid svolto e le future scelte sanitarie-organizzative-gestionali che avrebbe assunto come Asp iblea, ivi compresa la chiusura di Pediatria a Ragusa e il ridimensionamento di altri reparti per far posto, al Giovanni Paolo II, ad un adeguato reparto Malattie infettive-Rianimazione visto che, soprattutto per mancanza di medici rianimatori e anche posti letto, il Paternò Arezzo di Ibla non risultava più idoneo. Era una sera di fine ottobre 2020”.

“In quella sede – continua Iurato – fui molto, ma molto, critico su alcune scelte del dott. Aliquò, tant’è che tre giorni dopo coinvolsi l’opinione pubblica con ripetuti interventi pubblici sulla paventata chiusura del reparto di Pediatria e non solo. Allora, in quel periodo del 2020, è certo che non si registrarono reazioni pubbliche di chicchessia sulla chiusura di Pediatria, se non la sola voce solitaria di Ragusa Prossima. Oggi che il dott. Aliquò lascia Ragusa per altri incarichi, si grida alla “rivolta cittadina” che mi lascia a dir poco sgomento. Premesso ciò è necessario andare avanti e lasciare perdere una volta per sempre stupide quanto mai inutili maternità sulla problematica Pediatria che è seria e complessa ma non è certamente l’unica criticità sanitaria in città”.

“Dico da subito che, prima di auspicare un qualsiasi Consiglio comunale aperto o chiuso patrocinato da chicchessia – prosegue Iurato – sarebbe più opportuno, secondo me, che tutti i gruppi consiliari, Amministrazione compresa, si incontrassero tra loro prima e con la nuova dirigenza Asp dopo, per discutere sulle grandi criticità sanitarie che la nostra città ha (criticità comuni a tanti altri Comuni d’Italia). Solo dopo esserci confrontati tra di noi e subito dopo con l’Asp ha senso convocare un Consiglio comunale aperto, presente anche l’Asp, per informare con cognizione di causa i cittadini su un eventuale riordino dei reparti ospedalieri. Convocare un Consiglio prima di aver consumato questi due passaggi servirebbe solo a cavalcare politicamente la protesta senza illustrare soluzioni”. Quali le criticità sanitarie evidenziate da Iurato? “Tra queste – spiega – la mancanza bisognevole di medici anestesisti e di pronto soccorso in primis, per poi affrontare contestualmente la questione Pediatria, la questione della Neurologia che da anni aspetta di essere impiantata a Ragusa (vedi sentenza Tar del 2019), il mancato uso di 2 modernissimi elisoccorso adibiti all’atterraggio notturno degli elicotteri nonché sul servizio delle liste di attesa per i servizi sanitari di prevenzione e di risoluzioni delle varie patologie gravi e meno gravi. Abbiamo, altresì, la necessità di verificare anche lo stato dei lavori del nuovo reparto di Pediatria posto al piano terra del Giovanni Paolo II, lavori che Aliquò avviò all’inizio del 2021. Non abbiamo bisogno, particolarmente nel campo sanitario che ha una amministrazione indipendente, di dimostrare ad una parte di cittadini quanto siamo attivi politicamente ma abbiamo il dovere umanamente di occuparci e di chiedere conto e ragione per una Sanità sempre più efficiente, bastevole di uomini e mezzi”. “Tutto ciò – aggiunge Iurato – per il bene di tutte le famiglie di questa comunità che giornalmente purtroppo devono accedere ai servizi sanitari. Lasciamo perdere nel campo della Sanità le divisioni o le sterili diatribe politiche perché nessuno di noi, io per primo, facciamo una bella figura”.