Intervento su sentenza riguardante la prescrizione del reato di calunnia di alcuni indagati

Lucca – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, si associa al rammarico espresso dalla famiglia Borsellino in merito al mancato accertamento dei fatti relativi ai tragici eventi di Via D’Amelio. Dopo trent’anni ancora nessuna verità è emersa. Le parole pronunciate da Maria Falcone all’indomani della sentenza riguardante la prescrizione del reato di calunnia di alcuni indagati suscitano amarezza “”Premesso che tutte le sentenze vanno rispettate e che, soprattutto in casi così complessi, è fondamentale leggere le motivazioni, come sorella di Giovanni Falcone e come cittadina italiana, provo una forte amarezza perché ancora una volta ci è stata negata la verità piena su uno dei fatti più inquietanti della storia della Repubblica”. Ci auguriamo che venga fatta chiarezza al più presto per onorare la memoria di quanti hanno perso la vita il 19 luglio e anche per riscattare la speranza e la fiducia che albergano nei cuori di tanti cittadini che ancora credono nella giustizia. Soprattutto i giovani hanno bisogno di esempi positivi e “di sentire”, come affermava Paolo Borsellino, “la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU