Madre Mediterraneo è una realtà felice per la vita culturale della Città di Trapani

Trapani – Continuano gli appuntamenti di Madre Mediterraneo, il festival, organizzato dal Comune di Trapani in collaborazione con l’Ente Luglio Musicale Trapanese. Quattro giorni di spettacoli, musica, teatro e incontri all’insegna dell’identità e della bellezza per promuovere contaminazioni artistiche, culturali e musicali del Mediterraneo ed esaltare la condivisione e le diversità. Un fitto programma di appuntamenti, iniziati giovedì 15 settembre, che si concluderanno domenica 18 settembre, tutti al Chiostro di San Domenico, uno spazio suggestivo, diventato sempre più luogo di incontro di culture. Un’occasione in più per approfondire la conoscenza di usi, costumi e più in generale della cultura dei popoli del Mediterraneo, ieri con il concerto di Delilah Gutman e del polifiatista Edmondo Romano accompagnato dall’attrice Simona Fasano. Ed ancora un momento per approfondire l’identità femminile con il libro “Fimmine” di Laura Rondinelli.

Madre Mediterraneo

Madre Mediterraneo è una realtà felice per la vita culturale della Città di Trapani, un’occasione di dialogo per coniugare le radici e le tradizioni dei popoli. Si tratta di una delle sfide culturali, politiche e sociali più complesse de nostri tempi e il Comune di Trapani ha iniziato a scommettere sul Mediterraneo, non solo come area di sviluppo economico, ma anche di grandi opportunità strategiche e culturali. Il fine settimana sarà ricco di appuntamenti, con la parola, il teatro e la musica. 

Oggi, alle ore 18.00 si parlerà di “Nuovo Umanesimo mediterraneo”. Un excursus tra gli archetipi femminili fino a Maria di Nazareth. Antonio Bica, orientalista della Facoltà degli Studi arabo-islamici dell’Università Orientale di Napoli, dialogherà con Giacomo Pilati.
Si prosegue, alle ore 21.45, con “Penelope – L’attesa”, una pièce teatrale che apre una riflessione sulla complessità della figura di Penelope, simbolo di una rivoluzione culturale femminile. Su palco ci saranno Maria Pia Pantaleo e Nicoletta Guastella. Regia di Eugenio De Martino. Una donna di potere che riflette sulla fragilità della propria condizione; l’attesa snervante e infinita del Re vincitore, diventa strumento di consapevolezza della condizione femminile e dei potenziali valori soffocati da tale condizione di minorità. che diventa La tela infinita che assurge a simbolo di una nuova possibilità, di un nuovo e diverso inizio caratterizzato, nello spettacolo, dall’ancella preferita che, tramite i dolorosi dialoghi con la Regina, riuscirà a costruire un futuro diverso, una speranza di felicità, timido affresco di una vita che vale la pena di costruire

Il Festival si concluderà domenica 18 settembre, alle ore 18.00, con la presentazione del libro “A piedi nudi”, la storia di Maya, giovane donna moldava, oggi cittadina italiana, che corre nelle principali maratone internazionali contro i pregiudizi e la povertà. Maya Stratuleia dialogherà con Ornella Fulco. Il racconto autobiografico narra con passione e profondità la rinascita di una donna che sin da bambina ha dovuto correre su una strada in salita, tra povertà, fatica, delusioni e sofferenze. Ma che, grazie anche a quei “600 metri” percorsi a piedi scalzi nel lontano giugno 1995, oggi affronta le più prestigiose gare del mondo.
Alle ore 19.30, “Identità sonore tra vecchio e nuovo mondo”, concerto a quattro mani del duo pianistico internazionale Paola Biondi e Debora Brunialti, che torna a Trapani dopo il successo della passata edizione. Il duo eseguirà musiche di N. Piovani, N. Rota, G. Gerswhin, M. Cornick, S. Fain.
Ultimo appuntamento della kermesse, alle ore 21.45, con “Sala per Signore – Fimmina Sicilia – Racconto per filo e per segno”. Il testo di Giacomo Bonagiuso messo in scena con la regia di Massimo Pastore, racconta una Sicilia lontana dagli stereotipi folkloristici di tanta parte del teatro in dialetto e dalla retorica (spesso vuota e di facciata) dell’antimafia e del teatro di “genere”. Cerca al contrario, di dare voce e corpo a una Sicilia che si interroga sulle proprie contraddizioni e sui suoi miti fondanti (la mafia, l’ineluttabilità del destino, il fatalismo magico di certe sue movenze sentimentali, il dualismo mistico colpa-espiazione). Alla fine, come accade sovente nel  teatro, non ci sono risposte e non si confezionano verità, ma si  lascia spazio e tempo a nuove domande e a nuove visioni. Che poi, a pensarci bene, è proprio ciò che caratterizza – in questa piccola parte di mondo – il teatro del TAM e di Massimo Pastore: costruire scenari inesplorati ed eversivi di senso e di interpretazione. 

Quest’anno il Festival si arricchisce di “Un Mediterraneo di libri”, una sezione legata ai libri e alla lettura che si terrà dal 23 al 25 settembre, al Chiostro di San Domenico, con il coordinamento del giornalista e scrittore Maurizio Macaluso. Per la prima volta in città sarà aperto uno spazio dedicato all’editoria locale, alle librerie, alle biblioteche, ai libri per bambini con presentazione di opere legate all’identità e al Mediterraneo. Un’occasione di confronto tra le case editrici e gli autori che presenteranno i loro lavori. Ogni giorno al centro del Chiostro, dalle ore 16.30 fino a tarda sera, si aprirà una sorta di maratona di presentazioni che consentiranno di spaziare su tanti argomenti diversi: dal mare, alla mafia, dalla bellezza alla favola, all’archeologia, con un angolo anche per i bambini con letture a loro dedicate, in italiano e in inglese, grazie al progetto Nati per Leggere. 

“Un Mediterraneo di libri” è realizzato con la partecipazione di Angelo Mazzotta Editore, Di Girolamo, Libridine, Margana, Navarra, Quick, Il Pozzo di Giacobbe, Il Sicomoro, Bukbuk, Biblioteca Fardelliana, Biblioteca comunale di Paceco, Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici, Libreria Galli Salve – Ubik Erice, Associazione La Koinè della Collina, Associazione socio culturale “Carlo Scaduto”, FIDAPA di Paceco Terre dell’Elimo Ericino, Nati per leggere, Edizioni Usborne, Amor Librorum, Archivio storico diocesano di Trapani.