Palermo – In questo periodo, per un indipendentista siciliano, occorre essere molto attenti a quel che accade in Medio Oriente e non soltanto per senso di giustizia verso i palestinesi (che sono completamente dimenticati dai media, ma occorre ricordare che Israele non ha interrotto il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania e a Gerusalemme Est… Tutt’altro!) ma anche perché la geopolitica tocca direttamente la Sicilia, perché la nostra terra ospita due importanti basi americane a Sigonella (CT) e Birgi (TP) e una mega antenna a Niscemi (CL), cosa che rende la nostra amatissima isola un naturale bersaglio militare. È bene ricordare che i droni di ricognizione utilizzati dagli USA per stabilire la posizione esatta degli obiettivi da colpire in Iran partono da Sigonella e sono pilotati attraverso il MUOS e, inoltre, l’Iran ha dimostrato l’altro giorno, con un missile diretto alla base Diego Garcia, di riuscire a colpire fino a 4.000 km di distanza (Teheran dista dal MUOS appena 3.300 km). Ogni indipendentista siciliano sa bene che la nostra nazione è culturalmente e naturalmente votata alla pace e al dialogo e anche che avere installazioni militari della NATO sul suo territorio è assolutamente contrario ai nostri interessi e alla nostra vocazione. Quel che accade in Medio Oriente ci interessa da vicino. Per questo la Sicilia dovrebbe interloquire con TUTTI affinché si possa contribuire a far tacere le bombe e a far sedere tutti attorno ad un tavolo. La sede naturale per dirimere le controversie internazionali dovrebbe essere l’ONU e la Sicilia dovrebbe avere un suo seggio in quel consesso.

Alfonso Nobile

