Festa dell’Identità siciliana, prima edizione leonfortese

Leonforte (Enna) – “Identità,” il Dizionario italiano “De Mauro” dà questa definizione:”L’identità è l’insieme delle caratteristiche, qualità, credenze e relazioni che rendono una persona o un gruppo unici e riconoscibili. Dal latino idem (“lo stesso”), rappresenta l’essenza dell’individuo nel suo continuo evolversi nel tempo e nello spazio. L’elemento che più di tutti prevale nell’identità è un forte orgoglio identitario di cui i siciliani sono portatori sani.

Ph Ciro Lomonte

E se all’identità aggiungiamo l’aggettivo siciliana, ne contraddistingue maggiormente il senso attribuendole una specificità non solo territoriale ma soprattutto culturale, sociale, politica. La Sicilia, per anni, è stata e lo è ancora, una facile terra di conquista, una miniera d’oro che ha reso più ricchi gli estrattori – i partiti nazionali che si succedono al potere – lasciando in povertà i minatori a cui rimane soltanto l’opzione di attraversare lo Stretto. “Siciliani liberi,” che ha promosso la due giorni leofortese è un movimento indipendentista siciliano che da oltre dieci anni si batte affinchè questa unicità siciliana venga riconosciuta, in modo che l’oro venga distribuito ai legittimi proprietari, i siciliani, e non agli estrattori. Siciliani liberi, da anni organizza questi eventi itineranti promuovendo al tempo stesso anche la cultura dei territori che ospitano l’evento e che ne condividono le finalità. Leonforte, paese medievale, è uno di questi.

La mattinata di sabato, presso Villa Bonsignore concessa dal Comune, è stata dedicata interamente all’identità siciliana e leonfortese. I relatori, si sono soffermati sui vari aspetti del proprio Comune mettendone in evidenza storia, cultura, tradizioni, lingua siciliana. Sì lingua siciliana. E non commettiamo un errore dicendolo, perchè il siciliano annoverato tra i dialetti regionali è invece una lingua a se come affermato dall’UNESCO:”Il siciliano, è riconosciuto dall’UNESCO come vera e propria lingua, possiede una grammatica distinta. Non esistono forme corrette universali poiché si articola in varie parlate locali (es.: occidentale, centrale, orientale).Lo ha ribadito Serena Milazzo, dell’Associazione Sicilia Antica e studiosa di lingue:”sono siciliana e leonfortese e voglio dare il mio contributo per la valorizzazione della lingua e della cultura siciliana. Il siciliano, infatti, non deriva, come si crede, dall’italiano ma dal Latino e dal Volgare”.

Si pensi alla Scuola poetica siciliana, nata alla corte dell’imperatore Federico II, che successivamente ha dato origine alla lingua italiana. Questo lo abbiamo studiato tutti al liceo nei testi di letteratura italiana.

L’Italia, sebbene sia nazione di forti tradizioni culturali, è al tempo stesso la culla dei paradossi. Infatti, a Tunisi e negli Stati Uniti esistono Cattedre universitarie di lingua siciliana mentre in Sicilia no, perchè essa non è riconosciuta come lingua ma come semplice dialetto.

Le eccellenze locali. Giuliana Di Franco esprime la propria creatività dando vita ad originali gioielli attraverso una costante ricerca di un proprio stile, orafo, mediterraneo. La sua officina artigianale si trova a Leonforte ma lei è conosciuta ed apprezzata anche all’estero.

L’Ecomuseo, è un contenitore della identità locale, ha fatto da palcoscenico pomeridiano. Adiacente alla Granfonte, conosciuta per la bontà della sua acqua di sorgiva che farebbe resuscitare persino i morti.

Leonforte (En) Granfonte_ph_Tonino Pitarresi

Alfredo Crimì è un giovane archeologo che da anni ha prima studiato e poi anche interpretato personalmente il “lamento leonfortese”. Esso nasce nelle campagne ed è legato alle stagioni. Il suono, diventa lo strumento con cui il lamentatore si avvicina al sacro. Dalle campagne si sposta in paese sino al periodo della Quaresima.

Alfredo Crimì ph Ciro Lomonte

L’Architetta Rosa Maria della FIDAPA è un fiume in piena, e trasferisce la propria energia – di persona che preferisce i fatti alle parole – alla platea che coglie subito la sua carica affettiva per il luogo dove vive e per cui si spende senza sosta. Descrive i numerosi progetti realizzati ma anche quelli in cantiere che prenderanno il via, dedicati sia alla valorizzazione delle tradizioni locali sia ai giovani. Da lei apprendiamo che a Leonforte esisteva la prima fabbrica siciliana per la produzione della seta alimentata da un mulino ad acqua. Ci ricorda anche che poco distante dal paese esiste un Geosito di rilevanza internazionale. Un Geosito è un luogo che ha un particolare valore geologico, cioè importante per capire la storia della terra. Si trova in contrada Vignale e viene descritto dai geologi come uno degli affioramenti più importanti al mondo per quel particolare periodo geologico. La zona è interessante dal punto di vista geologico perché conserva:

  • rilievi dei Monti Erei,
  • antiche formazioni del Miocene,
  • affioramenti basaltici (“resti della Pangea primordiale”),

sorgenti del Dittaino e paesaggi carsici/collinari. L’affioramento è datato di 220 milioni di anni.

Giovanni Sciovè, sceneggiatore e regista filmaker, autore del romanzo di formazione “L’inferno della farina”. Anni fa, mentre era intento a scrivere una sceneggiatura scopre, casualmente, i “grani antichi di Sicilia” che ancora oggi occupano gran parte della sua vita. Ad essi dedica ricerca, lavoro finalizzati alla divulgazione di una eccellenza siciliana che rischia di essere spazzata via dalla farina industriale dei grandi produttori. Egli descrive con la minuziosità del ricercatore, i benefici organolettici dei grani antichi da cui si ricava pasta, pane, pizza e derivati. Conoscerli vuol dire mangiare bene e soprattutto stare bene in salute. L’Italia è famosa per la pasta che, nasce a Trabia vicino Palermo, dove esisteva un pastificio che lavorava la farina proveniente da poco distante, Termini Imerese territorio pieno di mulini.

da sx_Eliana Esposito_Giovanni Sciovè

Giacomo Gatì, è colui che ti apre un mondo vegetale che si pensava perduto o inesistente. Egli autoproduce ciò di cui si nutre:grano antico, quello per intenderci alto quasi due metri, e dal quale ricava pane, pasta e derivati ma anche ortaggi, specialmente le fave cosidette “larghe” tipiche del posto. La sua devozione per i semi ha fatto sì che questi non si perdessero con gli ultimi contadini anziani. Gatì li ha raccolti nel tempo e li ha racchiusi in appositi contenitori. Essi rappresentano il testimone temporale di una tradizione agreste che grazie a questo giovane non si perderà. Anch’essa è parte integrante della nostra identità siciliana.

“Dalla battaglia di Hastings a Leonforteè l’avvincente ed interessante, per i contenuti, dell’architetto Ciro Lomonte, che non tratto perchè lo potete leggere in un suo articolo dettagliato a seguire nello spazio della sicilianità.

da sx_Eliana Esposito_Ciro Lomonte

Il professore Massimo Costa, docente di Economia all’università di Palermo, in un suo messaggio video chiude la prima giornata parlando della civiltà siciliota da cui noi discendiamo. “Quella del Vespro” afferma “ è la nostra rivoluzione siciliana.  “I vespri siciliani. Il 30 marzo del 1282 scoppia a Palermo una rivolta che ha come bersaglio gli Angioini, i dominatori dell’isola.” (Fonte:Wikipedia).

Il mio lavoro giornalistico si conclude il sabato mentre domenica la festa è continuata con spettacoli folkloristici, fiere artigianali con degustazioni dei prodotti locali. Questa giornata è stata piena di sensazioni sensoriali inaspettate fatte di odori, sapori, che mi hanno trasmesso qualcosa di nuovo a cui dovrò dare, nella mia mente di persona semplice, la giusta collocazione ed il meritato riconoscimento. Una cosa è certa, ritornerò a Leonforte, in questo fantastico posto che sembra essere rimasto sospeso nel tempo.

Copertina_Leonforte (En)_Villa Bonsignore ph di Ciro Lomonte

Tonino Pitarresi

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