on. Sammartino (lega), la pianificazione urbanistica resti ai territori, da Bruxelles non si decida come devono essere le case degli italiani

Palermo – “L’Europa non deve occuparsi della casa degli italiani. Se vuole intervenire, lo faccia mettendo a disposizione risorse e consentendo maggiore flessibilità nei bilanci pubblici per sostenere i piani di investimento. Non possiamo accettare che da Bruxelles si decida come vendere, affittare o realizzare le abitazioni nel nostro Paese”. Lo afferma Luca Sammartino, vicepresidente della Regione Siciliana e deputato della Lega, intervenendo sul tema delle politiche abitative e della pianificazione urbanistica, all’evento “A tua difesa” presso le officine Farneto a Roma. “Il mattone – prosegue Sammartino – rappresenta un pilastro dell’economia italiana, profondamente legato all’identità e alla storia della nostra Repubblica, ma soprattutto costituisce un importante volano per la crescita e per l’occupazione. Per questo è necessario mettere in campo politiche che tengano conto delle specificità dei territori e delle esigenze concrete delle nostre comunità. Immaginare che le regole e i modelli abitativi debbano essere gli stessi nella periferia di Milano, a Messina o in qualsiasi altra realtà italiana e che debbano essere assimilabili a quelli di Berlino significa non comprendere la storia, le caratteristiche e l’identità delle nostre comunità. Le politiche sulla casa, soprattutto quando riguardano l’housing sociale, devono essere costruite partendo dalle esigenze locali. Con grande rispetto per il ruolo dei sindaci e delle amministrazioni locali – conclude Sammartino – credo che la pianificazione urbanistica debba rimanere una competenza dei territori. Sono i Comuni, le Regioni e le comunità locali a conoscere meglio di chiunque altro le esigenze del proprio territorio. La nostra battaglia politica sarà quindi quella di difendere questo principio e impedire che decisioni così importanti per la vita quotidiana dei cittadini vengano calate dall’alto, senza tenere conto delle profonde differenze che caratterizzano il nostro Paese”.

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