Parco Nazionale degli Iblei: oltre 400 presenze a Buccheri per la sua istituzione

 La manifestazione “In cammino per il Parco Nazionale degli Iblei” con cittadini, associazioni e operatori economici chiede l’istituzione del Parco per la tutela e valorizzazione del territorio.

 

Siracusa – “Avere un Parco significa avere anche una vigilanza da parte dei Carabinieri forestali che ci aiutano a controllare questo territorio e recriminare i reati ambientali, perché ancora una volta in Sicilia e in Italia abbiamo un’enormità di reati ambientali che riguardano il bracconaggio e il voler uccidere in maniera divertente e ricreativa gli animali”. 

Queste, le parole di Ente Fauna Siciliana riecheggiate domenica 11 ottobre da piazza Roma a Buccheri che ha accolto “In cammino per il Parco Nazionale degli Iblei”. Iniziativa promossa dalle associazioni: Ente Fauna Siciliana, Legambiente Sicilia, Lipu, Club Alpino Italiano, WWF O.A Siciliane, Federparchi, Associazione Acquanuvena, Slow Food Siracusa e Italia Nostra Sicilia per sostenere l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. 

Un appuntamento svolto in uno dei Borghi più belli d’Italia, che ospita Monte Lauro, per rimarcare l’importanza di come uno scrigno di biodiversità possa diventare nuovo modello di sviluppo fondato sulla tutela del patrimonio naturale, valorizzazione delle attività locali e fruizione sostenibile del territorio.

Numerosi gli interventi susseguiti in piazza e che hanno preceduto la visita guidata naturalistica al Bosco Santa Maria. Primo fra tutti quello della vicesindaca Giusy Zappulla che ha portato i saluti istituzionali seguita da Corrado Bianca, segretario regionale dell’Ente Fauna siciliana che ha presentato il lavoro svolto negli anni dalle associazioni e parlato del ricorso al TAR dopo quasi 20 anni dall’approvazione della legge nazionale 222 del 29 novembre 2007.

“Un Parco – dice Bianca – a cui stiamo lavorando da 40 anni con studi, ricerche, convegni, perché vogliamo salvaguardare tutto ciò che riguarda gli Iblei: patrimonio, cultura, artigianalità e agricoltura. È arrivato il momento che dopo una legge del 2007 e una sentenza del giugno 2026 che il Parco venga istituito, non è il momento dei sé e ma. Vanno rispettate le leggi e applicate le sentenze”.  

Sentenze che permetterebbero, dunque, l’istituzione di un Parco da tutelare in quanto centro soprattutto di biodiversità. “Abbiamo 724 aree protette e 24 Parchi nazionali – dice Tommaso Castronovo, rappresentante di Legambiente Sicilia – e questi territori non solo arrestano il degrado naturalistico della biodiversità, ma anche contrastano lo spopolamento, perché si crea un’economia sostenibile, fatta di prodotti agricoli qualificati, certificati e riconosciuti su cui puntare. Dobbiamo mobilitarci oggi per rilanciare la sfida verso quegli obiettivi del 30% di aree protette dal 2030”. 

Mobilitazione che deve guardare anche alla protezione della fauna selvatica: “Assistiamo in Sicilia – dice Pietro Ciulla, presidente WWF Sicilia – al continuo trasgredire della legalità, al massacro attraverso il bracconaggio degli animali selvatici già a rischio per incendi e desertificazione del paesaggio. Vediamo nel Parco un elemento unificante di protezione della fauna selvatica, parte integrante della biodiversità oltre alla pianta, natura e paesaggio. Noi del WWF siamo stati sempre a favore della costituzione dei Parchi e lo saremo anche ora”. 

Tutela ambientale e della biodiversità sono stati i capisaldi della manifestazione, uniti anche a riflessioni su percorsi virtuosi, turismo dolce e modelli di sviluppo socio – economici: “Cosa sarebbe la Sicilia – aggiunge Giuseppe Liggio, presidente Ca Sicilia – senza alcuni siti diventati per noi centri turistici di eccellenza e innanzitutto aree protette? Pensate a una Sicilia senza lo Zingaro o Vendicari, senza Cavagrande o alcune zone dei parchi mete di turismo internazionale.Tutto faremmo fuorché qualcosa che vada contro le aree interne o piccoli centri. Dove funzionano i parchi si è visto che l’economia ne beneficia e così come gli Iblei, anche l’Etna potrebbe diventare Parco nazionale”.

“Il primo grande vantaggio del Parco sarà quello di conservare il paesaggio Ibleo – afferma Nella Tranchina, presidente di Italia Nostra – tutelando ambienti naturali, campagne, uliveti, muri a secco, masserie e antichi percorsi che testimoniano secoli di lavoro e rapporto tra uomo e terra. Un paesaggio ben conservato accresce l’attrattività del territorio e offre nuove opportunità di fruizione rispettosa e consapevole. Il paesaggio, attraverso il Parco, può essere difeso dalla indiscriminata e violenta presenza di discariche, insediamenti fotovoltaici ed eolici in zone non giuste”.  

Saro Cuda di Acquanuvena e Carmelo Maiorca di Slow Food Siracusa hanno poi rimarcato l’importanza dell’economia e dei prodotti di eccellenza di cui il Parco può essere foriero mediante un progetto sperimentato e che non blocchi l’economia. 

“Per noi – dice Maiorca – non era strano nel 2005 sostenere l’istituzione del Parco. Volevamo mettere in risalto la biodiversità che c’è in quest’area. Non solo i prodotti, ma anche coltivazioni, produzioni, paesaggio, storia e lavoro dell’uomo. E quando diciamo che si deve uscire dal modello agroindustriale, dall’uso scriteriato di pesticidi che uccidono e contribuiscono alla creazione di anidride carbonica non si deve parlare solo per il modello dei Parchi ma in generale”.

Questo, come tutti gli interventi delle associazioni presenti alla manifestazione hanno testimoniato come l’istituzione del Parco sia stato un lungo cammino perseguito negli anni: “Noi siamo sempre stati – Paolo Tuttoilmondo in rappresentanza di Legambiente – al contrario di chi si erge a difensore di chissà quali interessi ed economie. Dov’erano queste persone quando negli anni ‘70 bisognava difendere Vendicari, quando eravamo davanti alle ruspe a San Marco o quando abbiamo difeso la Pillirina? Oggi grazie alle nostre battaglie tante aree della Sicilia sono aree sottratte alla marginalità e che possono continuare in qualche modo a vivere”.     

L’incontro in Piazza Roma a Buccheri, che ha raccolto una folla con più di 400 presenze, si è poi concluso con un corteo lungo il Bosco Santa Maria. Qui, pini e cipressi hanno fatto da cornice a una battaglia di tutela e valorizzazione scandita dal coro reiterato “Vogliamo il Parco degli Iblei!”. 

Ultime Notizie

Articoli Correlati