
Palermo – “Bene rafforzare la trasparenza e la prevenzione della corruzione, ma il ddl varato oggi dal governo regionale arriva con enorme ritardo, dopo anni di scandali e vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti della maggioranza. Il governo Schifani scopre oggi l’urgenza della trasparenza, mentre noi denunciamo da tempo la necessità di rafforzare controlli, digitalizzazione e tracciabilità delle procedure”. Lo afferma Roberta Schillaci, segretaria della Commissione regionale Antimafia e deputata del M5S all’Ars. “Il sistema di prevenzione della corruzione esiste già – aggiunge Schillaci –. Il problema è che questo governo, come quelli precedenti, non ha fatto abbastanza per farlo funzionare. Non servono soltanto nuove norme: servono controlli effettivi, strumenti tecnologici e procedure realmente tracciabili. Da quando sono in Commissione Antimafia – prosegue – abbiamo chiesto con forza di investire nella digitalizzazione e nelle nuove tecnologie per tracciare ogni passaggio amministrativo e rendere più efficaci i controlli. Per questo il rafforzamento degli strumenti di trasparenza è positivo, ma non può essere spacciato per una svolta dopo anni di immobilismo. La contraddizione è evidente – sottolinea la deputata –. Proprio nei giorni scorsi la maggioranza ha presentato un emendamento alla manovra per destinare oltre 22 milioni di euro alle Asp per l’acquisto di apparecchiature, senza criteri prestabiliti a monte e senza un’adeguata evidenza pubblica. È questo il modo in cui si garantisce la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche?”. Schillaci richiama quindi anche il dato politico delle vicende giudiziarie che hanno interessato l’Assemblea regionale. “Con il governo Schifani in carica – dice – sono 17 i deputati coinvolti in inchieste giudiziarie, tra arresti e rinvii a giudizio. È un dato che dovrebbe imporre una riflessione politica profonda, non soltanto l’approvazione di nuove norme. La prevenzione – conclude – non si fa dopo che gli scandali sono esplosi, ma prima. Se davvero Schifani vuole parlare di risanamento morale delle istituzioni, cominci dal far funzionare gli strumenti che già esistono e dal garantire trasparenza nelle scelte della sua maggioranza. Questo governo è arrivato tardi e dovrebbe avere il coraggio di prendere atto dei propri fallimenti, andare a casa e chiedere scusa ai siciliani”.

