Dalle Madonie alla Milano Fashion Week: Corinne Librizzi tra i protagonisti del Fashion Show The Process

Milano – In passerella la sua collezione Fuitina guarda alle distese di grano, alle tradizioni e alle fughe dall’isola, in un dialogo tra la Sicilia urbana e quella rurale

Corinne Librizzi@Paolo Consaga

Milano – 22 anni, cresciuta a Petralia Soprana (Palermo), un diploma al Liceo Linguistico della vicina Alimena, una breve esperienza lavorativa nell’irlandese Galway e poi il trasferimento a Milano, per esplorare il mondo della moda: qui terminerà a dicembre il Triennio all’Istituto Europeo di Design.

La futura Fashion Designer Corinne Librizzi è stata una dei protagonisti di The Process, fashion show collettivo con cui IED, staccandosi dal tradizionale concetto di sfilata graduate, ha portato all’ultima Milano Fashion Week una riflessione condivisa sulla moda come pratica culturale, oltre l’abito finito e pronto da indossare. La direzione creativa dello show è stata affidata a Umberto Sannino, Head of Fashion School IED Milano.

Corinne si è distinta in passerella – tra i 14 designer IED selezionati – con 3 total look dalla sua collezione di tesi Fuitina, che guarda proprio alla cultura siciliana esplorando, a partire dal titolo, tradizioni e stili di vita di cui Librizzi ha sempre sentito parlare, tra mandorle caramellate, sfilato siciliano, lunghe distese di campi di grano, pascoli e bestiame.

Il suo sguardo è emerso anche nei due junction look realizzati con i colleghi Andrea Spinelli e il duo Costanza Barbieri e Giulio Censori, ossia outfit che combinano capi di designer diversi collegando così più mondi creativi.

Il progetto di Corinne Librizzi

“Fuitina vuole esaltare e mettere a fuoco l’importanza di mantenere sempre vive le origini e le memorie, che plasmano ogni individuo rendendolo unico e singolare in un mondo che tende sempre di più ad omologare” – racconta Corinne.- Nel 1956 una ragazza di nome Grazia scappò di casa per il sentimento che provava nei confronti di un giovane mezzadro, sfidando la propria famiglia. Così come oggi molti giovani lasciano l’isola per costruire altrove il proprio futuro”. La collezione mette in relazione queste partenze, esplorando identità plasmate dall’amore per le proprie radici e dalla speranza per ciò che verrà.

Campi dorati, mandorle caramellate, ricami e intrecci di vimini riaffiorano come frammenti di memoria, facendo dialogare la Sicilia rurale con la vita urbana. Nei capi in passerella, lo sfilato siciliano – ad esempio – viene reinterpretato attraverso l’intaglio, richiamando la forma del pizzo: tecniche diverse, ma accomunate dalla forte componente artigianale. Le frange esprimo quel qualcosa che si impiglia durante la fuga, diventando metafora del legame con il passato e con i propri ricordi. Le manipolazioni, come i nodi di lycra e i richiami alle mandorle, conferiscono inizialmente ai capi una sensazione di pesantezza, simbolo del peso dei ricordi e delle esperienze che ci hanno formati. Sensazione che si trasforma poi in comfort, come un abbraccio che permette di custodire il proprio passato. “La fuga dalla propria terra non viene quindi vissuta negativamente, ma come un atto di consapevolezza e presa di coscienza. La collezione racconta così una Sicilia personale, osservata attraverso i miei occhi e ascoltata attraverso le mie esperienze”, conclude la giovane creativa.

LA SPECIAL MENTORSHIP

Prima del fashion show, Corinne Librizzi e gli altri designer hanno avuto l’opportunità di incontrare, per una speciale sessione di mentorship, Danielle Kwateng, media and culture executive, attualmente Executive Managing Editor di Harper’s Bazaar US. «La moda nasce da una funzione essenziale: vestire le persone, veicolando identità e dando forma a un gesto di cura. In un momento in cui le immagini si producono sempre più rapidamente, torna ad avere valore il sapere artigianale, l’esperienza dei materiali, la responsabilità delle scelte e il tempo necessario per costruire un’idea. THE PROCESS offre ai giovani designer l’occasione di esplorare tutto questo attraverso il confronto con altre visioni. È anche un modo per comprendere una verità fondamentale della moda: nulla accade isolandosi. Dalla ricerca alla realizzazione, ogni progetto prende forma grazie alle persone e alle competenze che si incontrano lungo il percorso» ha commentato Kwateng.

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