Messina – La rete dell’ictus e il suo stato di attuazione. È con questo obiettivo che il 29 Ottobre, in occasione della giornata mondiale dell’Ictus, l’Unità Operativa Complessa di Neuroradiologia dell’A.O.U. “G. Martino” di Messina, diretta dal prof. Sergio Vinci, insieme all’Unità Operativa Semplice Dipartimentale Stroke Unit, diretta dal prof. Antonio Toscano, promuovono – alle 15:30 presso la sede dell’Ordine dei Medici – un incontro che coinvolgerà le aziende sanitarie e il SEUS 118 della macroarea messinese.
Un’occasione di sintesi e confronto per fare il punto, analizzare i risultati raggiunti e individuare le strategie necessarie per rendere ancora più tempestiva ed efficace la gestione delle emergenze cerebrovascolari.
L’iniziativa rappresenta un importante momento di confronto tra i professionisti e le istituzioni sanitarie che, quotidianamente, concorrono alla gestione di una patologia nella quale il fattore tempo assume un significato determinante: ogni minuto trascorso prima della ricanalizzazione di un’arteria cerebrale occlusa può tradursi in una perdita irreversibile di tessuto cerebrale e di autonomia per il paziente.
L’ictus cerebrale rappresenta una delle maggiori sfide per i sistemi sanitari moderni. In Sicilia, secondo i dati epidemiologici riportati dalla Regione nel documento di programmazione della rete ictus, relativi al 2021, si stimavano oltre 7.000 eventi cerebrovascolari ogni anno, dei quali circa 5.450 ischemici e 1.570 emorragici. Nella sola provincia di Messina il carico epidemiologico stimato era di circa 880 eventi annui, di cui 680 ischemici e 200 emorragici; considerando anche le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, il numero complessivo stimato supera i 2.000 eventi annui.
Il Piano Nazionale Esiti, nei dati relativi al 2024, ha registrato in Sicilia 5.605 ricoveri per ictus ischemico. Tra le strutture con i maggiori volumi di ricovero figurano l’A.O.U. “G. Martino” Messina, con oltre 400 ricoveri, e il P.O. “Sant’Elia” di Caltanissetta, con circa 360. Una realtà, quest’ultima, con cui è attiva una collaborazione: una sinergia che consente di estendere le competenze specialistiche della Neuroradiologia messinese a un bacino territoriale che comprende le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, caratterizzate da una distribuzione geografica articolata e da distanze che possono incidere significativamente sui tempi di accesso alle cure.
Particolare attenzione sarà rivolta alla collaborazione tra ospedali spoke e centro hub, alla condivisione dei protocolli diagnostico-terapeutici, all’ottimizzazione dei tempi di centralizzazione e al rafforzamento dei collegamenti tra le strutture coinvolte. In un territorio complesso come quello messinese, che comprende aree urbane, zone montane, isole e località periferiche, la disponibilità di competenze specialistiche deve necessariamente accompagnarsi a una rete organizzativa solida, in grado di garantire equità di accesso alle cure indipendentemente dal luogo in cui si verifica l’evento acuto. L’obiettivo non è soltanto incrementare il numero di trattamenti, ma assicurare che ogni paziente eleggibile possa ricevere la terapia più appropriata nel minor tempo possibile.

