Hanno annerito il volto della Madonna, non la sua luce. Il Parlamento della Legalità Internazionale condanna la profanazione di Medjugorje

Monreale (PA) – Un gesto vile e inqualificabile ha ferito alcuni dei luoghi di preghiera più cari ai pellegrini di Medjugorje. Nella notte tra il 27 e il 28 luglio, le effigi mariane sul Podbrdo, la Collina delle Apparizioni, e presso la Croce Blu sono state deturpate con vernice nera e scritte blasfeme, mentre il fuoco è stato appiccato all’altare esterno della chiesa di San Giacomo. L’incendio è stato domato senza raggiungere la chiesa, ma ha provocato danni alla struttura. Le autorità stanno ricostruendo l’accaduto e accertando ogni responsabilità. 

Il Parlamento della Legalità Internazionale, attraverso il suo fondatore e presidente Nicolò Mannino, esprime profondo dolore e ferma condanna per un atto che non offende soltanto la sensibilità religiosa dei cattolici, ma colpisce la libertà di culto, la convivenza civile e il rispetto dovuto a ciò che ogni essere umano considera sacro.

Nicolò Mannino

Deturpare un simbolo religioso, qualunque fede esso rappresenti, significa ferire un’intera comunità. La legalità, infatti, non è soltanto osservanza delle norme: è educazione al rispetto, custodia della dignità dell’altro e capacità di abitare le differenze senza trasformarle in bersagli.

Per il Parlamento della Legalità Internazionale la devozione mariana rappresenta una scelta culturale e spirituale precisa. La stella incastonata nel suo logo richiama Maria, Stella del Mattino, guida di un movimento culturale interconfessionale e interreligioso che ha più volte affidato alla Madonna il proprio cammino educativo e i propri progetti rivolti alle nuove generazioni. Quella stella, oggi, non è un semplice elemento grafico: è un mandato a essere luce proprio quando qualcuno sceglie il buio. 

«Chi ha annerito il volto di Maria ha creduto di spegnere una luce, ma ha soltanto reso più evidente il compito che attende ciascuno di noi. Non risponderemo imbrattando le coscienze con l’odio. Chiediamo verità e giustizia, certamente, ma scegliamo di costruire: dove qualcuno ha lasciato vernice nera, porteremo mani capaci di pulire; dove è stato acceso il fuoco dell’offesa, accenderemo la luce della preghiera; dove si è tentato di dividere, semineremo fraternità. Questa è la legalità nella quale crediamo: ferma contro il male, ma mai somigliante al male», dichiara Nicolò Mannino.

Le immagini più forti giunte da Medjugorje non sono soltanto quelle della profanazione. Sono anche quelle dei volontari immediatamente impegnati nella pulizia, dei pellegrini raccolti in preghiera e di una comunità che non ha permesso all’offesa di interrompere il proprio cammino. La parrocchia ha infatti confermato la prosecuzione regolare del programma di preghiera e il rapido ripristino degli spazi. È questa la risposta che merita di restare: non il nero della vernice, ma le mani che lo cancellano; non il fuoco che distrugge, ma la fede che ricostruisce. 

Il Parlamento della Legalità Internazionale invita le scuole, le istituzioni, le comunità religiose e tutte le persone di buona volontà a trasformare lo sdegno in un rinnovato impegno per il rispetto, il dialogo e la pace.

Un volto può essere imbrattato e un altare può essere ferito dal fuoco. Nessuno, però, può spegnere una stella che continua a vivere nelle coscienze.

Leonardo Lamberto Scaglione

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