Un’Alleanza Civile per la Scuola: Grande Partecipazione per la Seconda Edizione di “Educare con la Memoria”

Nella Giornata Mondiale degli Insegnanti centinaia di docenti e cittadini uniti nel segno della Primavera di Palermo, con la testimonianza dell’on. Leoluca Orlando di UCIIM Nazionale 

1. Una risposta straordinaria nel segno della coesione pedagogica

Nella serata di lunedì 5 ottobre 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale degli Insegnanti, la comunità scolastica italiana ha vissuto un momento di straordinaria coesione civile e culturale. Il primo appuntamento della seconda edizione del percorso di formazione nazionale “Educare con la Memoria”, promosso dall’UCIIM e dedicato al tema “La Primavera di Palermo”, ha registrato una risposta senza precedenti: 430 tra docenti e dirigenti collegati in aula virtuale su Google Meet e centinaia di colleghi e cittadini sintonizzati in diretta streaming sul canale YouTube dell’associazione, all’interno di un bacino complessivo di oltre 700 iscritti al corso.

L’iniziativa nasce dalla sinergia operativa tra la Sezione UCIIM di Varese “Paolo Borsellino e Rocco Chinnici” — rappresentata da Filippo Tomasello e Alessandro Guastella — e le sezioni regionali di Lombardia, Lazio, Sicilia e Marche (con il coinvolgimento attivo della sezione di Ascoli Piceno guidata da Elma Grelli e di Pagliare del Tronto con la presidente Valentina Peruzzi). L’evento, che ha ottenuto il convinto sostegno degli Uffici Scolastici Regionali e il plauso della Presidenza Nazionale UCIIM, ha dimostrato come la memoria storica non sia un freddo repertorio di ricorrenze, ma una forza viva e inquieta, capace di unire l’intero Paese — dalla Sicilia alla Lombardia — attorno al valore democratico dell’istruzione.

2. La “Memoria Inquieta”: Il dialogo tra Leoluca Orlando e Viviana Conti

L’incontro è stato introdotto e moderato dalla professoressa Viviana Conti, Dirigente Scolastica dell’IC “Cassano Magnago II” (Varese), la cui maturazione professionale e umana si è consolidata a Palermo come docente di diritto e referente per la legalità. Nel suo intervento, la Dirigente Conti ha ripercorso le radici della Primavera palermitana, rintracciandole nell’insegnamento etico di Piersanti Mattarella (Presidente della Regione Siciliana assassinato il 6 gennaio 1980) e nell’azione di rinnovamento ecclesiale e civile promossa dal Cardinale Salvatore Pappalardo e dall’Istituto Pedro Arrupe, guidato dai padre Ennio Pintacude e Bartolomeo Sorge.

Ospite d’onore della serata è stato il professor Leoluca Orlando, giurista, già docente universitario, eurodeputato e per 22 anni (in cinque mandati) Sindaco di Palermo. Nel suo incisivo discorso, Orlando ha tracciato una distinzione pedagogica fondamentale per il mondo dell’educazione:

«I ricordi sono freddi: sono una data, un nome, un luogo. La memoria, invece, inquieta. E il compito primario della scuola non è tranquillizzare o trasmettere nozioni statiche, ma inquietare le coscienze, ponendo domande cruciali che permettano di comprendere il presente per costruire un futuro libero.»

3. I pilastri della cultura della legalità e del bene comune

Il dibattito ha progressivamente mostrato come la stagione della Primavera di Palermo abbia rappresentato prima di tutto un’invenzione culturale: l’affermazione che la legalità non appartiene in modo esclusivo ai tribunali, ma deve farsi economia, costume, stile di vita e quotidiana pratica sociale.

·         La metafora del «carro a due ruote»: La lotta alla criminalità organizzata richiede due ruote che procedano alla medesima velocità. La prima ruota è costituita dalla repressione, guidata da magistratura e forces dell’ordine; la seconda ruota — di pari essenzialità — è mossa dalla scuola, dalla cultura, dalla Chiesa e dalla società civile. Se una ruota corre più dell’altra, il carro gira su se stesso: la sola repressione non genera cambiamento culturale, così come la cultura senza la tutela del diritto rischia la sterilità.

·         Identità contro Appartenenza: La mentalità mafiosa affonda le proprie radici nella cultura dell’appartenenza (la logica del clan, della protezione clientelare, dell’interesse privato). La scuola ha la responsabilità di liberare i giovani da questo condizionamento, educandoli alla cultura dell’identità: responsabilità personale, autonomia di pensiero e consapevolezza dei propri diritti inalienabili.

·         La bellezza come prassi etica ed estetica: Rievocando l’esperienza del progetto “Palermo apre le porte: la scuola adotta un monumento” (ideato nel 1994 dall’allora assessora all’Istruzione Alessandra Siragusa), si è evidenziato come la cura del patrimonio artistico e urbano trasformi i luoghi abbandonati in bene comune, innescando un cortocircuito virtuoso tra scuola, studenti e famiglie.

4. Il confronto con la comunità educante: le domande dei docenti

Nella seconda parte dell’incontro, l’équipe pedagogica dell’IC “Cassano Magnago II” ha sollecitato il relatore su nodi cruciali per la didattica quotidiana:

·         Riccarda Colombo (Docente e Collaboratrice della Dirigenza) ha posto il tema del contrasto all’individualismo e all’isolamento digitale dei giovani. Il professor Orlando ha invitato a educare all’interdipendenza e alla cooperazione, mostrando ai ragazzi che lo “stare con gli altri” offre una ricchezza e una convenienza umana superiori al dominio o alla solitudine.

·         Matilde Guerra (Docente e Referente Legalità per la Scuola Primaria) ha chiesto quale parola inserire nella “cassetta degli attrezzi” dei nuovi maestri contro il vuoto valoriale che genera il bullismo. La risposta ha indicato nell’educazione alla libertà e nella memoria dei giusti (da don Pino Puglisi a Peppino Impastato, fino agli agenti delle scorte) le chiavi per far comprendere che la vera forza risiede nel rispetto della dignità altrui.

·         Daniela Tonini (Docente e Referente per l’Educazione Civica) ha sollevato il nodo delle mafie contemporanee, silenziose e sotterranee. Orlando ha ricordato l’esempio di Don Pino Puglisi a Brancaccio: un’azione fondata sul sorriso e sul diritto dei bambini di andare a scuola, capace di spaventare i boss più di molte sentenze giudiziarie.

5. Dimensione internazionale, accoglienza e cittadinanza plurale

L’intervento si è aperto anche ai temi della vocazione mediterranea di Palermo e dei diritti umani globali, richiamando i principi della Carta di Palermo (2015). Definendo la mobilità umana internazionale come un diritto inalienabile della persona, Orlando ha sottolineato la necessità di superare le logiche dell’esclusione in favore di una sicurezza integrata:

La vera sicurezza non si ottiene rendendo invisibili le persone, ma garantendo loro diritti, residenza anagrafica e dignità. La scuola è il luogo per eccellenza in cui la diversità culturale cessa di essere una minaccia e si trasforma in ricchezza collettiva.

6. Il plauso dell’UCIIM Nazionale e il programma dei prossimi appuntamenti

A coronamento della serata, la professoressa Elena Fazzi, Presidente Nazionale dell’UCIIM, ha espresso il profondo apprezzamento dell’intera associazione:

«Sentire il racconto di testimoni diretti che hanno guidato momenti fondamentali della nostra storia istituzionale rappresenta uno stimolo insostituibile per chi lavora nella scuola. Questo percorso dimostra la capacità dell’UCIIM di unire l’Italia attorno all’idea che il bene comune appartiene a ciascuno di noi.»

I coordinatori Filippo Tomasello e Alessandro Guastella hanno infine illustrato la roadmap completa dei prossimi appuntamenti del percorso formativo, che accompagnerà i docenti fino all’inizio del nuovo anno:

1.     I 57 giorni da Capaci a Via D’Amelio: Un viaggio di approfondimento e memoria ripercorso attraverso la testimonianza dell’Avv. Giuseppe Antonio Ingroia.

2.     Il dopostragi e le sfide della giustizia: Un confronto d’eccezione con il Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Antonino Di Matteo.

3.     In memoria di Don Peppe Diana: Una riflessione sulla Chiesa di frontiera con il Prof. Leandro Limoccia (docente dell’Università Federico II di Napoli e già vicepresidente di Libera), impreziosita dalla testimonianza della nipote Marisa Diana.

4.     Il Beato Rosario Livatino e il coraggio della denuncia: Un approfondimento sul “giudice ragazzino” e sul coraggio del testimone di giustizia Piero Nava, con gli interventi della Sen. Enza Rando (Commissione Parlamentare Antimafia) e del Prof. Salvatore Insenga, cugino del Giudice Livatino.

5.     Serata conclusiva in memoria del Beato Padre Pino Puglisi: L’evento finale a chiusura dell’intero percorso di formazione si terrà nel mese di gennaio, a coronamento di un itinerario etico e pedagogico di altissimo profilo.

L’evento si è chiuso con un caloroso messaggio di fiducia: la certezza che la scuola italiana continua a essere il presidio più solido, appassionato e insostituibile della democrazia e della dignità umana.

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