Porto di Catania, Cna Fita Sicilia: basta code chilometriche e semirimorchi costretti a girare per giorni. servono regole uguali per tutti

Catania – La denuncia degli autotrasportatori: il porto rischia di diventare un parcheggio per pochi, mentre le imprese provenienti da tutta la Sicilia affrontano attese interminabili, costi aggiuntivi e continui disservizi.

Code chilometriche, ore di attesa e autotrasportatori che, dopo aver percorso centinaia di chilometri per raggiungere il porto di Catania, vengono rimandati al giorno successivo o addirittura costretti a tornare indietro senza aver potuto effettuare le operazioni previste.

È la situazione denunciata da CNA FITA Sicilia, che esprime forte preoccupazione per le crescenti difficoltà operative segnalate dalle imprese di autotrasporto nello scalo etneo.

«Il porto di Catania non può diventare un parcheggio per pochi, mentre gli altri autotrasportatori, provenienti da ogni parte della Sicilia, sono costretti a fare file interminabili senza neppure avere la certezza di poter consegnare i propri semirimorchi».

Una situazione che sta determinando pesanti ripercussioni economiche sulle imprese, costrette a sostenere maggiori costi di carburante, personale e gestione dei mezzi, oltre ai ritardi nelle consegne e alla perdita di giornate lavorative.

Ma c’è un’altra contraddizione che CNA FITA Sicilia ritiene particolarmente grave: quella legata al funzionamento delle Autostrade del Mare.

Il trasporto marittimo rappresenta un’opportunità strategica per la Sicilia, perché consente di trasferire le merci dalla strada alla nave, riducendo il traffico, i costi logistici e l’impatto ambientale.

«Se utilizziamo le Autostrade del Mare, i semirimorchi devono poter essere consegnati nei porti tempestivamente, secondo le esigenze operative e gli orari delle navi. Non è pensabile che debbano continuare a circolare per giorni, in attesa di poter essere accettati nello scalo».

È un controsenso logistico ed economico: da una parte si incentivano le imprese a utilizzare il trasporto combinato strada-mare, dall’altra non si garantiscono condizioni organizzative adeguate per consentirne il corretto funzionamento.

Un semirimorchio destinato all’imbarco deve poter essere consegnato in tempi certi, non diventare un problema da trascinare da un giorno all’altro.

Per un’impresa che parte da Palermo, Enna, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa o da qualsiasi altra provincia siciliana, raggiungere Catania comporta già un investimento importante in termini di tempo e risorse. Essere respinta dopo ore di attesa significa subire un danno economico che non può continuare a essere considerato una normale difficoltà operativa.

CNA FITA Sicilia chiede pertanto un intervento immediato dell’Autorità di Sistema Portuale e dei soggetti responsabili della gestione delle operazioni*, affinché vengano affrontate le criticità e siano garantite: regole di accesso trasparenti e uguali per tutte le imprese, senza disparità di trattamento; spazi adeguati per la consegna e la sosta operativa dei semirimorchi* destinati all’imbarco, evitando utilizzi impropri delle aree disponibili; tempi certi di accettazione dei semirimorchi*, coordinati con le partenze delle navi; una gestione efficiente dei flussi e delle prenotazioni*, per evitare code chilometriche, trasferte inutili e rinvii continui; un tavolo di confronto urgente* con le associazioni di rappresentanza dell’autotrasporto.

«Non chiediamo corsie preferenziali o privilegi. Chiediamo che il porto sia al servizio di tutte le imprese e che le Autostrade del Mare funzionino davvero. Non possiamo parlare di sostenibilità, intermodalità ed efficienza logistica se poi costringiamo i camion a percorrere chilometri inutili e i semirimorchi a rimanere in movimento per giorni».

Il porto di Catania è un’infrastruttura fondamentale per l’intero sistema economico siciliano e deve garantire condizioni operative efficienti, senza penalizzare chi proviene dalle altre province dell’Isola.

CNA FITA Sicilia ribadisce che il trasporto merci non può essere ostaggio di inefficienze organizzative e chiede risposte concrete e immediate.

A concludere è Salvatore Ranno, Presidente regionale di CNA FITA Sicilia, che lancia un appello chiaro: «Le Autostrade del Mare devono togliere camion dalle strade, non costringerli a girare a vuoto in attesa di entrare in porto. Il porto di Catania deve essere una risorsa per tutti, non un privilegio per pochi».

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