
Siracusa – “Il disabile non è solo l’oggetto di una prestazione, ma è una grande risorsa per la società per il contributo che può dare”. Lo ha detto l’avvocato Ottavio Palazzolo, presidente dell’Airs, Associazione Italiana Riabilitazione Sanitaria, a conclusione del suo intervento nell’auditorium “Giovanni Paolo II” del centro convegni Santuario della Madonna delle Lacrime aprendo l’incontro sul progetto di vita.
“Dobbiamo prendere coscienza della grande trasformazione avuta con la riforma della disabilità passando dal progetto riabilitativo al progetto di vita che è uno dei punti qualificanti introdotti dalla riforma del decreto legislativo 62 del 2024 – ha spiegato Palazzolo -. La nuova visione della disabilità vede al centro il disabile che diventa soggetto di diritti al quale viene riconosciuto il diritto di gestire la propria esistenza, soprattutto in relazione alle scelte che sono non solo di natura terapeutica, ma sono scelte di vita per garantire la partecipazione alla vita quotidiana, per garantire la maggiore qualità di vita, per garantire la partecipazione alle attività e al mondo”.
All’incontro, al quale hanno aderito circa trecento persone che nel pomeriggio hanno dato vita ai laboratori, hanno preso parte tra gli altri il commissario straordinario dell’Asp, Gioacchino Iraci; don Salvatore Spataro, direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose San Metodio; Salvo Sorbello, presidente del Comitato consultivo Asp di Siracusa; Roberto Franchini, docente all’università Cattolica; l’avvocato Francesco Marcellino.
I saluti iniziali sono stati dell’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto: “Le persone con disabilità non sono soggetti con ridotti riconoscimenti di diritti ma fratelli che condividono l’affascinante cammino della vita verso una più piena umanizzazione della società. Sono protagonisti e non ricettori passivi del loro personale cammino. Saranno chiamati ad esprimere le scelte più opportune per vivere con dignità riconosciuta, e non attribuita, la vita intesa sempre come dono”.
Responsabile scientifico è Carmela Tata, garante regionale delle persone con disabilità. “E’ stata una giornata molto intensa, di grande confronto tra le istituzioni, le famiglie e le associazioni – ha detto Carmela Tata -. Un convegno che Airs ha voluto organizzare proprio per mettere insieme i vari attori e discutere di qualità di assistenza, ma anche di accesso alle cure. Nelle sezioni parallele si è parlato del progetto Tobia (Team Operativo Bisogni Individuali Assistenziali) – Dama (Disabled Advanced Medical Assistance), presentato come modello sanitario organizzativo per facilitare l’accesso alle cure. Si tratta di un progetto di organizzazione sanitaria che permette di facilitare l’accesso alle cure a quelle persone che hanno patologie complesse, ma soprattutto hanno condizioni di scarsa comunicabilità”.
Il progetto Dama nasce a Milano con una modalità organizzativa all’interno dei presidi ospedalieri. Il progetto Tobia riprende le stesse caratteristiche del Dama e si allarga ai territori. Nasce nel Lazio grazie a Stefano Capparucci, ed a Siracusa. “Qui in Sicilia abbiamo un’unica esperienza, nel presidio ospedaliero di Acireale, all’interno dell’istituto di neuropsichiatria infantile – ha spiegato Carmela Tata -. Nell’ospedale di Augusta, nel reparto di odontoiatria, abbiamo attivato la stessa assistenza: quindi cure odontoiatriche per minori, persone adulte che hanno difficoltà di comunicabilità o disturbi comportamentali o disturbi d’ansia eccessiva. L’importanza del progetto Tobia Dama è creare degli operatori formati all’accoglienza, quindi un canale diretto di accesso alle cure delle persone che hanno questo tipo di difficoltà. Potrebbe essere la risonanza magnetica, la cura odontoiatrica, i prelievi o l’elettrocardiogramma. Quindi la costituzione di un gruppo facilitatore, ovviamente formato, che dia più umanità all’accesso alle cure. E’ un programma che ho voluto inserire in questo convegno, perché mia intenzione diffonderlo in tutta la Sicilia, perché permette di esercitare il diritto all’accesso alle cure che è fondamentale”.
Di persone disabili come risorsa ha parlato mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina, Lipari Santa Lucia del Mela e delegato pastorale della Salute della Cesi: “Le persone con disabilità sono i nostri docenti perché in genere le domande le fanno i professori a scuola e io penso che già il livello di disabilità di una persona sono delle continue domande a tutti coloro i quali si sentono normodotati. Penso che uno dei valori sia questo: riconoscere le loro abilità e poi ancora restituire quello di cui sono un po’ privi, anche perché la restituzione non è altro che un ritorno di doni ottenuti. E questa credo che sia la cosa più bella. Le persone con disabilità sono capaci di instaurare relazioni molto più autentiche e più vere, mentre noi tante volte nelle nostre relazioni mettiamo tante aggiunte, filtri o incomprensioni che non lasciano evidenziare la bellezza e la dignità delle persone. Loro sono i custodi di una dignità della persona che va oltre quello che riusciamo a vedere. Quindi capacità di apprendimento, capacità cognitiva e capacità relazionale non sono dei deficit delle persone con disabilità sono invece le risorse più vere che loro hanno”.
Infine suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale delle persone con disabilità della CEI: “Imparare nella nostra progettazione a dare voce alle persone con disabilità. Anche quando ci sono persone gravi ognuno è co-costruttore del suo progetto. Pensiamo alla parola “fiorire”: nessuno di noi è completamente realizzato e poi fiorire cosa significa? Per me è un significato, per te un altro. Penso che la sfida bella sia permettere ad ognuno di poter esprimere un desiderio non solo un bisogno. In questo tempo storico siamo chiamati ad una efficienza e a renderci conto che ognuno è responsabile di quel piccolo pezzettino di muro e così nasce l’appartenenza”.

