Impianti sportivi: Centofanti (lega) e Carbone (fdi), nostra interrogazione senza risposta dopo 37 giorni

Messina – Sono trascorsi 37 giorni dalla presentazione di un’interrogazione consiliare sulla gestione del personale addetto alla custodia e alla guardiania degli impianti sportivi comunali, ma dall’Amministrazione non è ancora arrivato alcun riscontro. Per questo i consiglieri comunali Amalia Centofanti (Lega) e Dario Carbone (Fratelli d’Italia) hanno deciso di investire formalmente della questione l’Assessorato regionale delle Autonomie Locali, il competente Ufficio Ispettivo e la Prefettura di Messina, chiedendo di verificare le ragioni del mancato riscontro e di valutare le iniziative necessarie nell’ambito delle rispettive competenze. “Con l’interrogazione – affermano Centofanti e Carbone – chiedevamo chiarimenti puntuali sulla consistenza del personale impiegato negli impianti sportivi comunali, sulle assegnazioni, sulle turnazioni, sui costi sostenuti e sulle modalità organizzative del servizio. Particolare attenzione era stata riservata anche alla gestione di Villa Dante e al ruolo di Messina Social City. Il termine di trenta giorni previsto dall’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali è ormai decorso senza che sia pervenuta alcuna risposta. Il silenzio dell’Amministrazione – proseguono – non può trasformarsi in uno strumento per eludere il confronto istituzionale, comprimere le prerogative dei consiglieri comunali e impedire il pieno esercizio delle funzioni di controllo”. La vicenda assume un rilievo ancora maggiore alla luce del dibattito in corso sulla gestione degli impianti sportivi comunali e sul possibile coinvolgimento di Messina Social City. “Prima di immaginare nuovi modelli gestionali, ipotizzare ulteriori affidamenti o ridisegnare l’organizzazione dei servizi, è indispensabile – riprendono Amalia Centofani e Dario Carbone – conoscere con esattezza la situazione attuale, in ordine a personale disponibile, distribuzione delle risorse umane, modalità operative e costi a carico del Comune. Senza una ricognizione chiara e documentata, qualsiasi scelta rischia di essere assunta senza un quadro conoscitivo adeguato e senza le necessarie garanzie di trasparenza”.

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